Permettetemi di ospitarvi a casa mia

Permettetemi di ospitarvi a casa mia - Paolo Pugni - Adwice
13 maggio 2013

Sono usciti due mei libri:

- presso Franco Angeli il mio libro

Primi passi nell'export, qui trovate la scheda dell'editore

- per 40KUnofficiale l'e-book

Starter kit video brand reputation

poteva mancare un video che lo presentasse?


Le nuove collaborazioni di Adwice per la primavera-estate 2013

Arval: car policy e motivazione

CWT: BTC VIP client

IKHONA: start up cosmesi

ASL Marche: la TOC per prendere decisioni

Sagicofim: la comunicazione in azienda e l'uso delle email, comunicare l'azienda all'esterno e all'estero.

CIPOMO-SIFO: il paziente oncologico al centro del processo terapeutico.

UniServ: l'organizzazione dei processi di facility management per le residenze universitarie.


altri progetti in corso 

BASF - FONDAZIONE RUI - Guarna 

Banque PSA - AmGen Dompé - Spedali Civili di Brescia

Associazione Faes - Rete Faes Italia

SIFO CIPOMO Eli Lilly

AIO P&G 

Valleggio Group & Fashion

Congress Lab

 

Il programma di e-learning per gestire la posta elettronica e risparmiare tempo grazie alla comunità per la condivisione del sapere Insegnalo.it



Vanità di vanità tutto è vanità: i due minuti del #50enne a RaiDue



Le nostre linee di consulenza 

Per descriverle meglio ecco tre brevissimi video (cliccate sul titolo per vederli)

che possono dare indicazioni più evidenti.

 

Valorizzare le proprie soluzioni per vendere di più

Migliorare l'approccio commerciale per distinguersi dalla concorrenza

 

Vendere all’estero una opportunità da considerare

Sai perché è un vantaggio oltre che una possibilità esportare?
Ecco qui ad un click di distanza il blog che parla di questo tema 
 

Migliorare la competitività per aumentare i profitti

Con poche modifiche è possibile liberare il denaro intrappolato in azienda e sviluppare competitività


Ed ecco la mia presenza in rete

 

 

I blog professionali

La vendita referenziata

Vendere all’estero low cost & low risk 

I blog non professionali

Famiglie felici  /italian and english educazione e pedagogia

Per sommi capi  quando la vita è racconto

Il foietton: la business novel a puntate

Sono ospite del bellissimo blog di Costanza Miriano che parla di famiglia e di…più

Delle gioie e delle pene: della vita di un cinquantenne

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Un sito non è una casa, ma può essere un luogo accogliente. E come tutte le abitazioni è in corso di sistemazione perenne. Per renderlo sempre più capace di farvi sentire a vostro agio.

Che cosa troverete in questa pagina?
Notizie su di me, ovviamente.
Ma non solo. Anche consigli di lettura, filmati, collegamenti con pagine che ritengo utili
ed interessanti.
Spero che possa essere un punto di partenza gradevole verso il web.

Per essere precisi, appena qui sotto trovate  informazioni su di me e sul mio studio di consulenza:
difficile trovare la linea di divisione tra una e l'altro, semmai più
facile cogliere la sovrabbondanza della passione della vita nel lavoro.



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Intervista a Paolo per il blog Famiglie Felici

La mia e la nostra presenza sul web

La mia e la nostra presenza sul web - Paolo Pugni - Adwice
Professione e vita personale sono i due specchi che parlano della qualità del consulente. Perché è della persona che ci si deve fidare. Volete conosce me e Adwice prima di sapere se siamo affidabili? Ecco dove cercarci:

Adwice
Il sito Adwice
Il blog sulla vendita
YouTube: parole di ricerca Ecco il punto - Adwice


Paolo Pugni: i miei blog.
Vuoi leggere come la penso? Posso condividere con te le mie esperienze?
Se hai voglia di attingere ad altre idee ecco tre possiblità:
Il blog che parla di casa tua - la vita di famiglia e le piccole cose di ogni giorno, per sorridere e riflettere insieme

Il fojetton: romanzo a puntate sul mondo della consulenza: la vita di un consulente in un feuilletton del XXI secolo, un po' di management, un po' di vendita, tanto romanzo e molta interazione.

Per sommi capi: una foto una storia: può una fotografia diventare un racconto? Ci proviamo!

Pensieri e parole: riflessioni filosofiche sulla vita e sulla società. Aggiornato con frequenza bassa, ma ad alta intensità di provocazione.

Sì, pretendo di essere scrittore. Nel senso che non solo amo scrivere, ma che ho anche pubblicato, sia articoli sia testi, sia filmati.  I collegamenti con i miei libri e i miei video si trovano nel box qui accanto.

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Altre pagine presenti nei social network
Il blog che parla di casa tua
La pagina di Adwice


vuoi sapere ancora di più?
Google me! qui c'è una prima possibilità, ma lascio a te sbizzarrirti!

Keep in touch

Keep in touch - Paolo Pugni - Adwice
Nella mia vita ho pubblicato diversi libri, alcuni nel campo del management, altri in quelli della pedagogia famigliare. Questi il link per saperene di più:
- il nuovo libro sull'export per Franco Angeli 
Libri di management di Paolo Pugni presso Ares 
Libri di pedagogia di Paolo Pugni presso Ares


Poiché mi piace molto scrivere, e poiché è difficile trovare un editore per la narrativa, mi sono autoprodotto questi due altri testi:

un romanzo 
Dove finisce la pioggia
l'incipit si trova su YouTube a questo link insieme ad altri estratti che si possono ricercare impostando "dove finisce la pioggia";

e una raccolta di racconti
La realtà filtrata.

A questa pagina, del sito www.blurb.com, trovate infine alcuni libri nei quali i testi, scritti o raccolti, sono accompagnati da fotografie scattate dalla famiglia Pugni.


Questi sono alcuni video presenti su YouTube:

sul tema del management e della vendita potete trovarli ricercando
Adwice - Ecco il punto - Paolo Pugni 
questa ad esempio è una intervista rilasciata a Lifegate radio;
 

per sorridere dei viaggi potrestre dare una occhiata alla serie
Memorie di un business travellere - by Frequent Flyer;

oppure alle serie sulla differenza tra donne e uomini
Manuale di sopravvivenza per uomini;

Grazie e a presto
Paolo
 

Per vendere meglio e di più

Per vendere meglio e di più - Paolo Pugni - Adwice

Le più belle frasi che aiutano a capire la realtà


Il nuovo decennio

Constraint: everything that prevent the system from achieving more of its goal.

Number 1 constraint of  present companies is management attention due to (obsessive) multitasking

Focus means: do what you have to do & don’t do what you don’t have to do

Un estratto dal blog Vendita Referenziata

Talvolta sono confuso e mi sento forse anche un po' preso in giro. Quando parlo con clienti (potenziali) per aiutarli a sviluppare una strategia di approccio al mercato o anche solo per aiutarli a definire ciò che serve loro per comunicare il loro messaggio ai clienti, che si tratti di web, brochure, newsletter, di solito pongo due domande semplici e dirette:


- chi sono i tuoi clienti? A chi ti rivolgi? Non intendo solo le diverse tipologie di aziende, ma anche i ruoli delle persone in quelle aziende che costituiscono il tuo interlocutore di base;

- qual è il tuo valore competitivo? che cosa sai far meglio dei concorrenti? perché vale la pena fornirsi da te?


Se non dai di più, perché qualcuno dei clienti nel mercato dove vuoi entrare dovrebbe abbandonare il suo fornitore per correre da te? O anche solo investire del tempo per conoscerti?

E sorprendentemente spesso queste domande non ottengono in risposta se non una faccia stupita, amareggiata e irridenti che dice : "ma che accidenti dici? Compreranno da me perché il mio prodotto è ottimo e perché io sono affidabile!".

Davvero?


 

Migliorare il feedback. Il nostro ultimo video

Dal mio mondo letterario

Dal mio mondo letterario - Paolo Pugni - Adwice

Dal blog delle gioie e delle pene
  

Più viaggi più scopri che il viaggio in fin dei conti è un pretesto per andare alla scoperta di te stesso. Che viaggiare non fa che rivelare cose di te, dei tuoi ricordi. Ed ogni città nuova potrà anche essere una città per cantare, ma è soprattutto una città per ricordare e confrontare. Perché siamo fatti così noi uomini: paragoniamo, connettiamo, cerchiamo legami. E sono tutti con l’anima.

Me ne sono reso conto con solare evidenza in quest’ultima vacanza trascorsa con Franca a Buenos Aires. E già con questo affermo che non c’è vero viaggio se non con lei, che quando mi capita di girare da solo per lavoro, comunque lei me la porto dietro e me la tengo vicino (nel cuore dire se non fossi banale e baciopreuginoso... ma esistono altre parole per dirlo? Non le conosco) perché non posso pensare di non condividere con lei anche questo della vita. Che tutto il resto è insieme. Grazie a Dio.

Passeggiavamo per i quartieri, o li percorrevamo in bici o ancora li attraversavamo in taxi e affioravano spezzoni di città già viste, e più forti ancora le memorie, che come madeleines proustiane, riconducevano indietro nel tempo in un viaggio che si spalma nell’anima. Questo ricorda Soho e Tribeca e Nolita e quella parte calma e intima di Manhattan che placa i sogni e li rilancia, ma dolci e insieme. Questa i quartieri duri di Tel Aviv e quelli di Shangai dove la gente sopravvive lottando con rabbia e dolore. E forse il dolore era mio e non loro così come la rabbia. Che noi proiettiamo su ciò che viviamo e vediamo  quello che abbiamo dentro e intorno e così i colori si accendono o spengono con il cuore e non con il sole. 

Non è certo il posto dove vorresti viverci senza più fuggire Buenos Aires: non è la GrandeMela, ma neanche Frisco o Aruba che da lì sì non ti muoveresti mai. Come da Milano, che ci sei nato e che comunque t'è rimasta dentro, che ogni angolo ormai è un libro di storia personale e qui rivedi tua madre, e là la tua adolescenza. Perché ogni storia ti entra dentro ma ha bisogno di un palcoscenico e di un ambiente dove squadernarsi.


Ma BAires è una città che ha fascino e lo dispensa senza avarizia. Stavamo a Palermo, un barrio in rinascita, dove torri eleganti e pretenziose si alternano, ma divorandole, a casette cadenti e quasi fatiscenti ma piene di dignità e orgoglio. Un quartiere dove ti senti di casa, che restituisce una dimensione da anni Sessanta quando l’estate la sera si giocava per le strade e il massimo della trasgressione era andare a sedersi al chiosco di angurie per magiarne una fetta in compagnia. Gli angoli si accendono di ristoranti o negozietti che vendono generi alimentari, e la gente non fa paura.

 Sembra rinchiuso questo barrio -che qui chiamano Soho per sognare di essere nell’altra America- tra quattro strade che ne tagliano i confini con violenza, secche come frontiere, come il Checkpoint Charlie che nega un mondo per dettarne uno completamente diverso con un solo tratto di penna sull'atlante e di sangue sull'asfalto.  est, verso quel mare -che in realtà è fiume- che la città non mostra mai, come se lo rifiutasse, Palermo sfocia in piazza Italia e nei parchi ambiziosi che hanno accolto la mia corsa mattutina. E che amarezza nel correre fresco e presuntuoso e incrociare i visi sfatti e forse fatti di ragazzi che chiudevano la notte, una gabbia nella quale si erano dati via, regalati a chissà chi e che cosa, e che ora barcollando gli uni, baldanzosi gli altri, fuggivano per rientrare nella vita o nei suoi brandelli che portavano ancora addosso.

Sta nei suoi viali Buenos Aires, che percorreremo la prossima volta, in settimana. Come si dice... stay tuned fino a martedì! 




Dal blog il foietton
Lunedì mattina. In macchina.
Sulla strada per la Pedretti, prestigiosa azienda di rubinetterie nel comparto di Borgomanero. Sono tutte là le rubinetterie. In uno di quei paesini c’è anche il museo del rubinetto. Devo incontrare il signor Giorgio Pedretti, terza generazione di imprenditori.  Me lo sono sognato questa notte.
Non mi capita spesso. Di sognare potenziali clienti intendo. Con il sonno, e il sogno, ho un rapporto idilliaco e sottomesso. Cedo loro senza nemmeno opporre minima resistenza. Sì, lo so, in questo sono un tipo facile: mi lascio sedurre all’istante. A volte mi addormento nel tragitto che la testa compie per atterrare sul cuscino. E dormo, con la medesima facilità, in ogni circostanza e luogo. Fusi orari? Mi fanno un baffo. Aerei o treni? Perché fare lo schizzinoso! Hotel, pensioni, camere in affitto, casa mia? Tutto fa sonno.


Dalla raccolta di racconti Per sommi capi Noi due e un daiquiri
E chi l’avrebbe mai detto? Incontrarti qui dopo tutti questi anni? Indecisi se fingere di non riconoscerci o fingere di provare interesse, quasi gioia, abbiamo optato per fingere di desiderare un drink insieme. Daiquiri. Anzi Dàiquiri, come dicono qui con sfrontata ostentazione, solo perché tra le ville squillanti di colori che tempestano Key West ce n’è una appartenuta a Hemingway. Il corpo si sfa, quando il dolore di vivere viene lenito solo da ciò che può gonfiarlo, solido, liquido o gassoso che sia. Vedo che questa mia convinzione deve arricchirsi di altre interpretazioni, che se allontanano la colpa, le responsabilità avvicinano, distinguendo per eccesso di viziosità la prima dalle seconde, per le quali solo la piena avvertenza e il deliberato consenso hanno valore. Eppure ricordo ancora l’ultima volta che ti vidi, senza sapere che sarebbe stata l’ultima, perché l’avrei dipinta con più enfasi, con più poesia, con suoni pastello perché si imprimesse bene nella mia mente. Ci amavamo. O meglio, c’è stato un momento in cui ci siamo amati. A modo nostro. Dovrei chiedermi se anche tu amavi me, ma so che incontrerei una speculare domanda nella tua storia personale.
Eravamo giovani? Lo si dice sempre. E’ un alibi per evitare di soffrire richiudendo vecchie ferite che ancora suppurano. 


Dal romanzo Dove finisce la pioggia


Tutto cominciò così

Incipit

Consigli di lettura